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domenica 17 aprile 2011

Personalità confusa > Lettera aperta ai marziani


Volevo lanciare un appello ai marziani: amici celesti, è inutile che vi nascondiate, sappiamo che spesso vi capita di visitare il nostro pianeta. Vi abbiamo visto. Lo si legge sui libri, lo testimonia la televisione. ci sono fotografie e filmati che lo documentano, sfortunatamente quasi tutti assai sfocati, ma deve essere una coincidenza.

Però voi anziché manifestarvi a noi preferite stare lassù a mezz'aria, a osservarci dalle vostre astronavi. Al limite, sequestrate uno di noi per qualche ora, ci rapite con quei magici raggi fosforescenti (un prodigio, complimenti) che come ascensori trasferiscono le persone sino ai vostri aviogetti; là dentro ci sottoponete a brevi visite mediche e poi ci riportate a terra: di solito non ricordiamo quasi nulla, manco possiamo raccontare per bene come siete.

Amici marziani, lo avete capito: qui da sempre si parla parecchio di voi. Molti si interrogano sulla vostra esistenza. Altri ne sono certi ma si domandano da dove veniate. Alcuni si chiedono come possiate essere tanto più evoluti di noi. Pensate, noi poveretti abbiamo faticato parecchio soltanto per arrivare alla Luna, che sta qua dietro, a due passi, la si vede persino dalle finestre ma da decenni non riusciamo neppure a tornarci. Si tratta di un viaggio troppo lungo e costoso, pare. Voialtri invece giungete da lontanissimo, con comodo. Eppure non vi fermate mai. Ora io volevo dirvi: ma cosa cazzo venite a fare se manco scendete? Tutta quella strada per niente? Non ce l'avete un pochino di curiosità? O siete scemi?

(continua su Personalità confusa)

domenica 9 maggio 2010

Le chiacchiere stanno a uno > spoiler


In anteprima le trame dei film italiani della prossima stagione cinematografica. Se non volete sapere come muore Scamarcio nel film biografico “Mussolini”, cambiate blog o bendatevi.

Mercato nero
Prova d'autore di Pupi Avati che ambienta il suo film nella settimana dal 7 al 14 marzo del '42, unico lasso di tempo degli anni '40 non ancora coperto dalla sua filmografia. Avati riesce come sempre a far recitare sapientemente insieme attori di alto profilo e neofiti del grande schermo. Accanto ad un magistrale Carlo Delle Piane, appaiono anche Amadeus, Osvaldo Bevilacqua, Mal dei Primitives, Fiordaliso e il Gabibbo nel ruolo del podestà fascista del paese. La trama narra di una famiglia contadina alle prese con la difficoltà di approntare il banchetto di nozze della figlia minore. Però le nozze sono fissate il 4 luglio, quindi non si sa come va a finire.

Benito!!!!
Biografia del Duce, impersonato da un intensissimo Riccardo Scamarcio. Nel film viene affrontato l'aspetto umano di Mussolini, il suo amore per il jazz, per i gerani e per le stampe di oggetti dalle forme antropiche. Apprezzata la prova di Scamarcio che per prepararsi adeguatamente al ruolo è ingrassato e ha dichiarato guerra all'Albania. Il finale di piazzale Loreto è stato girato con un trucco cinematografico sofisticato: Scamarcio era in piedi normalmente, è stata rovesciata la pellicola in fase di montaggio.

domenica 14 marzo 2010

e io che mi pensavo > l'infame complotto dei meteorologi


“…e invece adesso ci prendono con una precisione infallibile, e ti viene in mente che tutti i loro studi, tutte le loro complesse modellazioni della realtà non possono aver avuto efficacia da un momento all’altro, prima non ci prendevano mai, e puf, da un momento all’altro han cominciato a prenderci. Secondo me, han capito che a studiare il tempo, non ci si cavava un ragno dal buco, così han smesso, e han dedicato i loro sforzi a costruir dei macchinari che lo generassero, il tempo, così come pareva a loro; e io già li vedo, questi meteorologi, nelle loro stanzette asettiche, con i loro camici bianchi, che si dicon l’un l’altro Che tempo facciamo domani, e si dicono Domani nevichiamo, Buona idea, si rispondono, e poi si dicono Digli a Gilberto di metter la macchina della neve sul tre. Ok, si rispondono. Tutta gente intelligentissima, ma neve a marzo, che stronzi”.

Un diario un po' letterario, "e io che mi pensavo", surreale e leggero come il vento, che fa sorridere dentro e mette un po' di buon umore. Curato da Alessandro Bonino che, per usare le sue parole "una volta ha fatto pipì in una borraccia, che una volta a carnevale si è dipinto un casco sulla testa, che da piccolo giocava a calcio in mezzo al campo leggendo Topolino tutto il tempo e partecipando al gioco solo se la palla si avvicinava. E in ogni caso, pensa che scrivere di se stessi in terza persona sia una cosa un po′ da matti".

domenica 7 febbraio 2010

Spinoza


Dicono che il blog più divertente del web sia Spinoza. In effetti è irresistibile:

[Haiti:] Obama promette aiuti immediati. La commissione del Nobel per la Pace: “Non riusciamo a starti dietro”.

La Croce Rossa invia 40 tonnellate di medicinali. Tanto il vaccino per l’H1N1 sarebbe scaduto comunque.

Madonna annuncia di aver donato 250mila dollari. Specificando di voler mantenere l’anonimato.

L’Italia deve molto a Craxi. Ma anche lui non scherza

[Processo breve:] Il provvedimento rischia di far saltare i procedimenti a carico di Berlusconi: ma allora la sua è proprio fortuna!

Andreotti spegne 91 candeline. Con la sola presenza.

Andreotti compie 91 anni. Ma il fatto non sussiste.

Muore la transessuale Brenda: i Carabinieri sono sul posto. Già da prima.

Via i crocifissi dalle aule. Suggerivano la risposta.

Primarie Pd, vince Bersani. Ora può rimettersi i baffi.

Eletto Bersani, ora Berlusconi dovrà preoccuparsi. Già faticava a gestire un partito solo.

domenica 6 dicembre 2009

fatico a capire > intelligenza artificiale


Ieri sera il bancomat mi fa: "Tra 2 giorni è il suo compleanno, Auguri!", al che all'inizio mi ha fatto piacere che qualcuno si ricordasse, mi sono guardato un pò attorno ma c'era altra gente che aspettava il suo turno, ho pensato fosse meglio sbrigarsi, poi però ci ho ripensato e di botto ho detto "Ah però non si fanno gli auguri prima!". A questo punto il bancomat, in evidente difficoltà, forse anche non si aspettava questo contrattacco, per togliersi d'impaccio, "Saldo o prelievo?"

fatico a capire, cronaca quotidiana sottilmente surreale da Federico, ingegnere. Un po' Marcovaldo.

domenica 15 novembre 2009

Nickname > la sindrome del musicofilo


…il musicofilo, definito dal Robbins come “Colui che non si accontenta di Ascoltare, ma deve anche Avere”, è affetto da alcune patologie ben definite, così catalogate:

Sindrome del Domopak (o Morbo di Hatù)

È la malattia causata al musicofilo dalla plastica che copre tutti i CD nuovi del globo, che è stata inventata apposta per essere a prova di bomba e prendersi gioco di lui. È durissima, non si spacca con le unghie, sui lati ha delle linguette che se le apri vengono via le linguette ma la confezione resta intatta. Alcune hanno il filetto rosso da tirare tipo pacchetto di sigarette, viene via con facilità tutta una bella strisciolina che divide in due la plastica, ma continua ad essere impossibile togliere tutto il resto. Alla fine esasperati si usa un coltello da cucina dalla cui pratica si fa risalire l’invenzione dei “forati” venduti come Nice Price).

Sindrome del Cartonato (o Primo Morbo di Pearl Springsteen)

I progressi della medicina avevano risolto brillantemente l’annoso problema delle copertine di cartone dei vinili, anti-ecologici e facilmente usurabili, sostituendoli con i box in plastica dei CD, anti-ecologici e facilmente frantumabili.
Ma come al solito i giapponesi hanno voluto dire la loro e hanno inventato le serie Japan Paper Sleeve, perfette riproduzioni bonsai delle confezioni in vinile con track-list e credits facilmente leggibili solo con un telescopio nucleare o con lente d’ingrandimento rinforzata, giusto il necessario per rendervi conto che state tentando di leggere il lato scritto in giapponese. I medici occidentali hanno riso di questa strana usanza, dichiarando l’impossibilità che il morbo potesse arrivare in Occidente. Ma a questo punto i Pearl Jam nel 1994 pubblicano Vitalogy, con una copertina di cartone a libretto completamente fuori misura standard che manda a puttane anni di progetti dei mobilieri e falegnami fai da te, con conseguente piccolo meno in bilancio per l’IKEA e piccolo più per la Leroy Merlin.

La sindrome da ghost track (o Morbo del comecazzosintitola?)

La track list indica dieci canzoni, ma il CD magicamente ve ne fa venir fuori un’undicesima e voi godete felici dell’inatteso regalo. Ma sul libretto di quella canzone non c’è traccia, non c’è titolo, non c’è il testo, potrebbe essere una cover di un brano misconosciuto del 1937 o un brano nuovo di zecca. Il morbo subentra virulento quando vi rendete conto che il brano è il migliore del disco, e le crisi di isteria aumentano quando vi ritrovare al concerto a urlare “Dai, fammi l’ultima! ma non l’ultima del CD, la 10… cioè, intendo la 11, quella che non c’è… cioè… quella che… a proposito… come si chiama? Sì fammi quella… hai capito no?….quella che parla di quella ragazza che… e poi…. non ho capito bene cosa succede dopo perché non c’è il testo e …appunto… cosa cazzo dici alla quarta strofa?”

La sindrome da Bonus Track.(o Morbo dell’Allocco)

Morbo pesantissimo e indebellabile, la “bonus track” nasce con l’avvento del CD, come carota per gli asini inventata dall’industria discografica per convincere tutti ad abbandonare il vinile. Compri il vinile? Hai 10 canzoni. Compri il CD? Ne hai 11.
L’undicesima era quasi sempre una schifezza… ma averla era importante. Era come essere ammessi ad un club esclusivo, una sorta di tessera VIP. Poi però l’industria è cambiata e quello che era un morbo tipico delle classi più abbienti si è trasformato in una piaga sociale. La tragedia è nata intorno a metà anni 90 quando ormai tutti si erano ricomprati tutte le prime ristampe in CD dei classici e le case discografiche s’inventarono le bonus tracks per invogliare a riacquistare nuovamente lo stesso titolo.
Questo fu più o meno l’iter:
- ristampa con 3 bonus tracks prese tra outtakes e b-sides, spesso perle nascoste o interessanti brani misconosciuti, oppure singoli altrimenti non ritrovabili su CD. Qui la comunità scientifica lanciò un plauso all’operazione
- nuova ristampa con gli stessi tre brani, ma con diabolico inserimento delle “alternate takes”, vale a dire 18 versioni dello stesso brano che si differenziano per uno starnuto al minuto 2 invece che al minuto 3 o perché venne provato un assolo di cornamusa poi tolto dal missaggio finale. Qui la comunità scientifica cominciò a storcere il naso…
- ulteriore nuova ristampa con versione STEREO e versione MONO dello stesso disco. Il Dottor House per provare gli effetti devastanti che questo provoca, ha ascoltato uno di questi CD in macchina, dove la sindrome diventa virulenta quando ci si rende conto che non vi è differenza alcuna, se non che nella prima versione il chitarrista ti sorpassa sulla destra assieme ad un TIR sloveno, nella seconda invece te lo senti lampeggiare dietro come quel Porsche che da mezz’ora ti fa notare che ti devi togliere dalle palle, che lui del Tutor se ne frega, tanto è amico del Tenente dei Carabinieri.

Sindrome da Deluxe Edition (o Morbo di Springsteen)

Oltre la bonus track c’è la Deluxe Edition, l’Anniversary Edition, fino alle forme più virulente del morbo causate dal Cofanetto/Box. Raschiato il fondo del barile delle tracce aggiunte le case discografiche s’inventano edizioni fighette con in regalo un CD aggiunto con concerti che il bootleggaro sotto casa vi aveva passato già da 18 anni (e pure registrati decisamente meglio) oppure DVD con il vostro beniamino che racconta la rava e la fava di quello che ha pensato mentre registrava (si calcola con sommaria precisione che un musicofilo visioni tali DVD 0,56 volte nella sua vita).
A questo delirio di spese inutili è subentrato il Morbo di Springsteen che fa si che i musicofili a lui dediti abbiano visto “cose che voi umani…” come CD usciti in versioni con brani in più a distanza di pochi mesi, orrendi Greatest Hits resi comunque irrinunciabili per via degli inediti, mega cofanetti di inediti da cui… oops… se ne erano dimenticati 3 (ah che sbadati questi discografici!), guarda caso recuperati in un CD riassuntivo da comprare a parte (e non è che i tre brani sono porcate come Part Man Part Monkey o Happy, no, si erano dimenticati The Promise, il grimaldello per capire tutta la poetica springsteeniana).

Vecchie Sindromi debellate :

Sindrome del TOK! (o Morbo Vintage)

Causa la crisi di nervi del musicofilo che scopre che il suo vinile preferito salta, o semplicemente presenta un “TOK” continuo. Non serve pulire bene il vinile: il granello che causa il TOK è sempre invisibile e annidato tra i solchi. Il male fu debellato nel 1990 con la fine del vinili e l’avvento del CD, che evita il TOK e salta più allegramente dal minuto 2.15 al minuto 3.47 in caso di polvere. Oggi però esistono ancora musicofili portatori sani che ancora si ostinano a comprare vinili e ancora asseriscono che si sentano meglio dei CD. I medici hanno effettivamente confermato: il TOK! si sente decisamente meglio con il vinile.

Sindrome del Buco (o Morbo del REC)

Questo morbo è definitivamente scomparso. Colpiva i possessori di musicassette che inavvertitamente schiacciavano il tasto REC al posto del tasto PLAY del mangianastri, lasciando un buco di silenzio di 1 secondo proprio a metà della loro canzone preferita. Per identificare gli affetti bastava notare quali musicofili passassero le giornate a togliere le linguette dalla cassette per impedire la sovra registrazione.

Nuove Sindromi:

Sindrome del Download (o Morbo dello scarico otturato)

In principio fu Napster, poi venne il Mulo, oggi se non avete un blog dove far scaricare CD siete dei disadattati. Questa nuova sindrome ha colto i musicofili dotati di un computer e una rete. Bastano un paio di click per poter avere l’intera discografia di tutti gli artisti di cui non ve n’è mai fregato una cippa di nulla. Secondo uno studio del Professor Bittan, un giovane di 24 anni ha mediamente sul suo hard-disk ascolti sufficienti a sentir sempre nuova musica fino ai 127 anni, a patto di non smettere la notte s’intende. E’ stato anche sperimentato che se chiedete a questi individui di canticchiare l’ultima canzone che ricordano o che hanno ascoltato, riescono al massimo a ricordare un paio di battute del Ballo del Qua Qua, unico brano ascoltato ben tre volte ai tempi dell’asilo. [edit]


dall'autobiografia di Nicola Gervasini, giornalista rock e curatore del blog Nickname

domenica 11 ottobre 2009

Personalità Confusa > una giornata alla Malpensa


"Si comunica ai signori passeggeri che a causa di un guasto ai sistemi informativi gli sportelli check-in numero 1, 3, 5, 7, 7bis e tutti i multipli di 2 rimarranno chiusi sino ad un orario da definire.
Restano aperti gli sportelli 11 e 13, forse. Ci scusiamo per il disagio e certi della vostra collaborazione vi auguriamo buon viaggio."


"Si comunica ai signori passeggeri che, per motivi tecnici, il nastro trasportatore dei bagagli è impazzito, e quindi le valigie dei passeggeri diretti a Stoccolma sono state spedite a Crotone, mentre i passeggeri diretti a Crotone sono stati spediti a Stoccolma, e - come già avrete capito - i passeggeri diretti alle Bahamas purtroppo dovranno trascorrere le loro vacanze a Varsavia, la quale peraltro di questa stagione è bellissima, anzi possiamo consigliare un ristorantino gestito da certi italiani che fanno una pizza niente male - però le loro valigie proseguiranno per Brindisi o qualche altra città del pianeta. Ci scusiamo per il disagio, e certi della vostra collaborazione vi auguriamo buon viaggio."continua qui

Personalità Confusa: l'umorismo ai tempi di internet.

domenica 20 settembre 2009

E io che mi pensavo


"C’è il papà della mia ragazza che secondo me è una specie di indovino. Quando siam tornati dalle ferie, l’ho portata a casa, e ci siam accorti che sul balcone, in casa sua dove eran dieci giorni che non c’era nessuno, in quel posto dove sta casa sua che non per vantarmi è forse il posto più caldo e afoso che io abbia mai visto, quando siam arrivati lì in casa sua ci siam accorti che sul balcone le piantine di basilico di suo papà avevano un po’ patito l’assenza, eran dieci giorni che nessuno le bagnava, qualche piantina era morta, e le altre non stavan mica tanto bene. Ho fatto un po’ quel che ho potuto..." continua qui

Un diario un po' letterario, leggero come il vento, che fa sorridere dentro e mette un po' di buon umore. Curato da Alessandro Bonino che, per usare le sue parole "una volta ha fatto pipì in una borraccia, che una volta a carnevale si è dipinto un casco sulla testa, che da piccolo giocava a calcio in mezzo al campo leggendo Topolino tutto il tempo e partecipando al gioco solo se la palla si avvicinava. E in ogni caso, pensa che scrivere di se stessi in terza persona sia una cosa un po′ da matti".